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B_NORM    
view post Posted on 15/5/2009, 17:04 by: "Ryuk"Quote
Il termine Budō (武道) deriva dal significato degli ideogrammi kanji di cui è composto
"Dō" (道) significa letteralmente "ciò che conduce" nel senso di "disciplina" vista come "percorso", "via", "cammino" in senso non tanto fisico quanto piuttosto spirituale.
L'ideogramma kanji "bu" 武 è a sua volta composto dai due ideogrammi, “hoko” 戈 e “tomeru” 止 che nella lingua giapponese significano:
戈 “hoko” = lancia, alabarda
止 “tomeru” = fermare, arrestare, lasciare ed anche cessare
Da cui bu (武) nella lingua e nello spirito della tradizione giapponese, significa letteralmente "fermare, arrestare, lasciare le lance".
Uscendo dal significato strettamente letterale, il termine "lance" assume il significato più ampio di "armi" e quindi quello traslato di "guerra" e di "combattimento" ed il termine "fermare" assume il significato traslato di "cessare".
Nella concezione della tradizione marziale giapponese, quindi, il significato del termine bu implica quello di "abbandono delle armi" e quindi di "disarmo" e non di "guerra".

Il significato giapponese della parola Bu-dō (武 - 道) è quindi quello di:
"Via che conduce alla cessazione della guerra attraverso il disarmo" e quindi anche il significato di:
"Via che conduce alla pace"

L'aspirazione etica e sociale del Budo (武道)
Il concetto che tale termine vuole esprimere è dunque quello di realizzare, attraverso la pratica di una disciplina marziale molto particolare fondata sul "principio di non-resistenza", l'elevata aspirazione del Budo consistente nella cessazione del combattimento e quindi delle ostilità mediante una condizione di disarmo dell'avversario e di sé stessi.

Il termine segue l'evoluzione che il concetto di "arte marziale" ha subito nella cultura giapponese attraverso il tempo, passando dall'originale concetto del Bujutsu (武術) a quello attuale del Budō (武道).
Da notare come comunque l'evoluzione consista solo nella trasformazione da "jutsu" (術) a "dō" (道) e cioè dal significato di "sistema tecnico" (jutsu,術) a quello di "sistema spirituale" (dō,道).

Il Bujutsu (武術) era l'apprendimento di diverse tecniche marziali che consentivano di vincere il nemico in battaglia, difendersi dalle aggressioni, offrire i propri servigi ad una signore ed aumentare il proprio potere personale; le armi usate erano molto varie: spada, arco, lancia, bastone, catena, coltello fino ad oggetti apparentemente innocui come il ventaglio o la pipa; quando il Bujutsu (武術), come un fine di natura non ...

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Budo
Comments: 0 | Views: 99Last Post by: "Ryuk" (15/5/2009, 17:04)
 

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view post Posted on 12/5/2009, 21:50 by: "Ryuk"Quote
Dōjō (道場, Dōjō?), comunemente traslitterato come dojo, è un termine giapponese che significa etimologicamente luogo (jō) dove si segue la via (dō). In origine il termine, ereditato dalla tradizione buddhista cinese, indicava il luogo in cui il Buddha ottenne il risveglio e per estensione i luoghi deputati alla pratica religiosa nei templi buddhisti. Il termine venne poi adottato nel mondo militare e nella pratica del Bujutsu, che durante il periodo Tokugawa fu influenzata dalla tradizione Zen, perciò è a tutt'oggi diffuso nell'ambiente delle arti marziali.
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Nel budō è lo spazio in cui si svolge l'allenamento ma è anche simbolo della profondità del rapporto che il praticante instaura con l'arte marziale; tale ultimo aspetto è proprio della cultura buddhista cinese e giapponese, che individua il dojo quale luogo dell'isolamento e della meditazione.

I dojo erano spesso piccoli locali situati nelle vicinanza di un tempio o di un castello, ai margini delle foreste, perché i segreti delle tecniche venissero più facilmente preservati. Con la diffusione delle arti marziali sorsero numerosi dojo che venivano in molti casi considerati da maestri e praticanti una seconda casa; abbelliti con lavori di calligrafia e oggetti artistici preparati dagli stessi allievi, essi eprimevano appieno l'atmosfera di dignità che vi regnava; talvolta su di una parete veniva posto uno scrigno, simbolo che il dojo era dedicato ai più alti valori e alle virtù del Do, non soltanto all'esercizio fisico. In altri dojo si trovavano gli altari detti kamiza (sede degli Dei), riferiti non a divinità ma al ricordo di un grande maestro defunto. Il dojo rappresenta un luogo di meditazione, concentrazione, apprendimento, amicizia e rispetto, è il simbolo della Via dell'arte marziale.

In Occidente questo termine viene impropriamente tradotto in palestra ed inteso unicamente come spazio per l'allenamento, mentre nella cultura orientale il dojo è il luogo nel quale si può raggiungere, seguendo la Via, la perfetta unità tra zen (mente) e ken (corpo) e, quindi, il perfetto equilibrio psicofisico, massima realizzazione della propria individualità. Il dojo è la scuola del sensei (maestro): egli ne rappresenta il vertice e sue sono le direttive e le norme di buon andamento della stessa; oltre al maestro ci sono altri insegnanti, suoi allievi, ed i senpai (allievi anziani di grado) che svolgono un importante ruolo: il loro comportamento quotidiano rappresenta l'esempio che deve guidare gli altri praticanti; quando un sempai non si cura del proprio comportamento diventa un danno per tutta la scuola.

Nessun allievo avanzato prende dal dojo più di quanto esso non dia a sua volta: il dojo non è semplice spazio ma anche immagine di un atteggiamento, i dojo della Via si differenziano in questo aspetto dai norma...

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Dojo
Comments: 0 | Views: 105Last Post by: "Ryuk" (12/5/2009, 21:50)
 

B_NORM    
view post Posted on 11/5/2009, 15:19 by: "Ryuk"Quote
Documentario -I Samurai- ITA [1/5]



qui sotto troverete i link per continuare il documentario

parte 2
parte 3
parte 4
parte finale


da Musashi318 Su youtube

Edited by "Ryuk" - 12/5/2009, 09:08

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Documentario sui samurai
Comments: 0 | Views: 105Last Post by: "Ryuk" (11/5/2009, 15:19)
 

B_NORM    
Zen
view post Posted on 4/5/2009, 20:47 by: "Ryuk"Quote
vi chiederete cosa centro lo Zen con il samurai, ve lo dico subito i motivi che conosco per ora sono 2 il 1 e perche il samurai giunto al punto che il suo fisico non lo permetteva di fronteggiare battaglie, si incementava nell buddhismo perche anchessi e vigile con regole molto ferree e il samurai vedeva in questo la sua migliore fine per i suoi ultimi giorni, la seconda e per espiare i propi peccati cio se necessario accadeva anche prima di non poter combattere.
se ne trovate altre o se ho sbagliato saro felice di ascoltarvi.

Etimologia
Zen è la pronuncia nipponica del carattere cinese 禅. Nella manualistica occidentale questo carattere quando viene trascritto in caratteri latini per riportare la sua pronuncia cinese, seguendo il metodo pinyin viene indicato come Chán o in Wade-Giles Ch'an. E' da tenere presente, tuttavia, che Chán (e Ch'an) (pronunciato [tʂʰán]) è la restituzione del carattere in mandarino, lingua ufficiale della Repubblica popolare cinese, derivata a sua volta dal dialetto di Pechino già lingua ufficiale del governo cinese a partire dal XIV secolo. Tuttavia il carattere 禅 nel cinese medievale veniva, probabilmente, pronunciato come [d͡ʑen]. Ed è molto probabile che i maestri cinesi dei pellegrini giapponesi, nonché i missionari cinesi della scuola Chán giunti in Giappone intorno al XIII secolo, pronunciassero questo carattere in cinese medio, da qui la resa in giapponese di Zen. Questo termine è dunque un prestito linguistico dalla lingua cinese medievale, e fu utilizzato fin dalla prima introduzione del Buddhismo in Cina per rendere, non solo foneticamente, il termine sanscrito Dhyāna che nell'insegnamento del Buddha indicava i graduali stati di coscienza caratterizzati da profonda comprensione che scaturiscono dall'esercizio del Samadhi, ossia la concentrazione meditativa. In seguito, in diverse forme composte, qui sempre restituite in mandarino come Chanseng, Chanshi (Monaco meditante, Maestro della meditazione), divenne una definizione generica per una categoria di religiosi che si dedicavano specialmente alla meditazione. Sembra che in questo ambito sia nata la tradizione e che adotterà questo termine come vera e propria denominazione specifica del proprio lignaggio (cinese: Chánzōng, giapponese: Zenshū 禅宗, la tradizione del Buddhismo Zen).
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Storia e diffusione
Il padiglione principale del tempio Tofuku-ji a Kyoto. Seppur costruito, nel 1236, secondo i voleri di Fujiwara Michiie patrono Enni Ben'en, come luogo di pratica Tendai, Shingon e Zen, divenne presto un tempio della scuola Zen Rinzai e risulta oggi il tempio Zen più antico del Giappone. L'ingresso al tempio Eihei-ji, il tempio principale della scuola Zen Sōtō fondato, da Dōgen nel 1244, nei pressi di Echizen.Le scuole del Buddhismo Zen derivano per lignaggi,...

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Comments: 0 | Views: 134Last Post by: "Ryuk" (4/5/2009, 20:47)
 

B_NORM    
view post Posted on 4/5/2009, 09:18 by: "Ryuk"Quote
Palazzo Reale
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Samurai. Alla scoperta del loro mondo
Per la prima volta in Italia una grande mostra dedicata ai guerrieri che hanno sempre affascinato l'occidente. Aperta al pubblico dal 25 febbraio al 2 giugno
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Milano, 24 febbraio 2009 - Il Giappone dei samurai si ritaglia un suo spazio a Milano. A Palazzo Reale, dal 25 febbraio sino al 2 giugno, sarà possibile visitare la prima grande mostra in Italia, e in Europa, dedicata a questo mondo, alla loro storia e al loro mito.
“Scomporre l’immaginario del samurai – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory – di cui a volte permangono alcuni stereotipi per comprenderne la reale statura e significato è obiettivo essenziale di questa prima mostra in Europa dedicata a tale figura che vede il coinvolgimento di Palazzo Reale e della Fondazione Antonio Mazzotta, nell’anno in cui la nostra città ha stabilito una collaborazione concreta con il Giappone”.
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L’esposizione, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, è prodotta da Palazzo Reale e dalla Fondazione Antonio Mazzotta. La mostra si avvale inoltre del contributo della Regione Lombardia - Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie e della collaborazione di Vodafone oltre al patrocinio del consolato giapponese di Milano.

I visitatori potranno ammirare armature, elmi e accessori della collezione Koelliker, oltre a una serie di opere provenienti dalle Civiche Raccolte d’Arte Applicata ed Incisioni - Raccolte Extraeuropee di Milano. Potranno ripercorrere la storia sociale, politica ed economica del Giappone e della classe sociale che lo governò per quasi settecento anni.

Numerosi eventi collaterali coinvolgeranno Milano nell’esplorazione dell’immaginario samurai che in Occidente suscita da sempre un grande fascino e curiosità. Inoltre, all’interno della mostra sarà allestito, in collaborazione con Yamato Video, un apposto spazio dedicato al mondo dell’animazione e dei manga giapponesi soffermandosi in particolare modo sulla straordinaria epopea dei robot della Goldrake generation: una trasposizione delle armature e del mondo dei samurai.

Edited by "Ryuk" - 4/5/2009, 10:55

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News
Comments: 0 | Views: 98Last Post by: "Ryuk" (4/5/2009, 09:18)
 

B_NORM    
view post Posted on 3/5/2009, 18:24 by: "Ryuk"Quote
Musashi Miyamoto (宮本武蔵, Miyamoto Musashi?) (Miyamoto, 1584 – 19 maggio 1645) è stato un militare e scrittore giapponese, ufficialmente riconosciuto come il più grande spadaccino giapponese della sua epoca.
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Nato nel villaggio Miyamoto nella provincia di Harima, fu istruito all'uso delle armi dal padre Munisai, che era uno spadaccino riconosciuto dallo shogun, mentre al suo sviluppo spirituale contribuì anche il monaco zen Takuan Soho amico di Yagyu Munemori, famoso maestro di spada. A soli 13 anni ebbe il suo primo duello mortale.

A 16 anni partecipò e si batté nella Battaglia di Sekigahara (1600) per la fazione sconfitta, quella dei daimyō dell'ovest. Sopravvissuto al massacro, Musashi cominciò un vagabondaggio per il Giappone alla ricerca di avventure e di affermazione personale.

Vagò fino ai 29 anni, battendosi per sessanta volte ottenendo sempre la vittoria, anche quando si trovò a combattere contro più avversari contemporaneamente o contro maestri di arti marziali, come i samurai della famiglia Yoshioka, famosi per la loro scuola di spada a Kyōto.

Miyamoto Musashi trafigge un nue (鵺, nue?).Forse il suo duello più celebre fu quello combattuto contro Kojirō Sasaki, detto Ganryu, nel 1612, sull'isola di Funa-jima. Il duello ebbe così tanta rinomanza che ora quest'isola porta il nome di Ganryu-jima.

Alcune voci dicono che Kojiro fosse sordo e che Musashi approfittò di questo per colpirlo mortalmente con un bokken ricavato dal remo della barca che l'aveva portato a Funa-jima, quindi molto più lungo del consueto.

I dati biografici sono incerti, ma tradizionalmente si ritiene vero che Musashi non abbia mai perso un incontro, nonostante contrapponesse spesso un bokken alla katana dell'avversario (si tenga sempre in mente che il bushido, il codice d'onore dei samurai, imponeva allo sconfitto in un duello di suicidarsi). Pare inoltre che fosse di modi molto scortesi: non era mai puntuale agli appuntamenti ed aveva una scarsissima igiene personale, si dice infatti che fosse impossibile lavarlo finché portava la spada al fianco, cosa che faceva persino nel sonno.

A 50 anni si ritirò per dedicarsi allo studio, alla letteratura e ad altre discipline risultando un maestro in molte di esse come, ad esempio, nella pittura, nella calligrafia e nell'arte della forgiatura delle tsuba, le tipiche guardie delle spade che spesso risultavano vere e proprie opere d'arte, tanto che diede il proprio nome a un modello divenuto poi tradizionale.

La leggenda vuole che al suo funerale un fortissimo tuono scosse tutti i presenti alla cerimonia e il commento dei più fu "è lo spirito di Musashi che lascia il corpo".


I nomi
Nell'introduzione del suo libro si presenta col nome di Shinmen Takezo Musashi no Ka...

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Musashi Miyamoto
Comments: 0 | Views: 377Last Post by: "Ryuk" (3/5/2009, 18:24)
 

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view post Posted on 3/5/2009, 18:19 by: "Ryuk"Quote
LIBRI SUI SAMURAI
in continuo aggiornamento

30 anni di samurai.
Questo primo volume di una serie di tre, uno per ogni 10 anni di vita - 76/85, 86/95 e 96/05 - ripropone alcuni pezzi che ritengo siano di comune interesse. Ieri come oggi e meglio domani. Percorrere nel tempo passato il lungo viaggio sulle nostre intuizioni, che hanno fatto di Samurai la rivista di tutti, parlando apertamente con tutti al di sopra dei singoli interessi di federazione. È un impegno prezioso, che ci siamo assunti sin dal primo numero con voi lettori e praticanti di ogni qualsivoglia disciplina marziale e sport di combattimento. (G.S. Bertoletti, dall'Introduzione). Dove acquistarlo

Samurai.
I guerrieri dell'Assoluto
Il Giappone è l'unico paese al mondo ad aver avuto una tradizione guerriera ricca e ininterrotta, dal lontano XI secolo fino al XIX, incentrata sulla figura affascinante del samurai. Impregnato di incondizionato lealismo, spiccato senso dell'onore e totale disprezzo della morte, sempre pronto a sacrificarsi per il proprio signore o per rimanere fedele ai propri ideali, il samurai è in qualche modo paragonabile al cavaliere medievale europeo, con la fondamentale differenza che la sua epopea segna tuttora la cultura nazionale, in particolare la letteratura, il teatro classico e il cinema. In questo libro, Marillier illustra le molteplici facce dell'archetipo del guerriero tradizionale e dà risalto alla ricchezza dell'arte marziale giapponese. Dove acquistarlo

Il libro dei cinque anelli
Grandissimo spadaccino, autore di splendidi dipinti e calligrafie oggi considerati dai giapponesi Tesori Nazionali, e ancora scultore e poeta, Miyamoto Musashi (1584-1645) rappresenta per eccellenza il guerriero del Giappone medioevale, feroce e implacabile sul campo di battaglia, raffinato cultore della filosofia e delle arti zen nella vita. In questo libro, scritto poco prima della morte nella grotta in cui si era ritirato a meditare, Musashi ha trasmesso agli allievi le sue conoscenze sull'arte della spada maturate sui campi di battaglia e negli oltre sessanta duelli da cui è uscito vincitore. Questo è il suo testamento spirituale. Dove acquistarlo

Il "codice segreto dei Samurai" o "Hagakure"
"Il codice segreto dei Samurai" o "Hagakure" è senza alcun dubbio il testo più importante che il Giappone medievale ha prodotto per l'etica del guerriero ed è servito da libro-guida per intere generazioni di samurai e pensatori illuminati. Il mito che i suoi insegnamenti hanno creato guida da più di trecento anni il credo guerriero del Samurai. Gli insegnamenti del monaco Yamamoto Tsunetomo (1659 -1719) raccolti in undici volumi dal suo allievo Tashiro Tsuramoto indicano la strada da seguire per chi volesse affrontare il lungo cammino del guerriero. Dove acquistarlo

Lo Zen dei Samuari
Il libro presenta la traduzione integrale dello Shonan-kattò-roku, una ...

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Libri
Comments: 0 | Views: 91Last Post by: "Ryuk" (3/5/2009, 18:19)
 

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view post Posted on 2/5/2009, 23:56 by: "Ryuk"Quote
Akira kurosawa
all intenro dello spoiler tutti i suoi film ke konsiglio fortemente per ki ama i samurai e komunque li piace il bel cinema ^^
SPOILER (click to view)
Sugata Sanshiro (1943) - Spirito più elevato (1944) - Sugata Sanshiro parte seconda (1945) - Quelli che camminavano sulla coda della tigre (1945) - I costruttori di domani (1946) - Non rimpiango la mia giovinezza (1946) - Una meravigliosa domenica (1947) - L'angelo ubriaco (1948) - Il duello silenzioso (1949) - Cane randagio (1949) - Scandalo (1950) - Rashōmon (1950) - L'idiota (1951) - Vivere (1952) - I sette Samurai (1954) - Testimonianza di un essere vivente (1955) - Il trono di sangue (1957) - I bassifondi (1957) - La fortezza nascosta (1958) - I cattivi dormono in pace (1960) - La sfida del Samurai (1961) - Sanjuro (1962) - Anatomia di un rapimento (1963) - Barbarossa (1965) - Dodes'ka-den (1970) - Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure (1975) - Kagemusha - l'ombra del guerriero (1980) - Ran (1985) - Sogni (1990) - Rapsodia in agosto (1991) - Madadayo - il compleanno (1993)


Akira Kurosawa (黒澤 明 anche 黒沢 明, ?) (Ōta, 23 marzo 1910 – Setagaya, 6 settembre 1998) è stato un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico giapponese. È probabilmente il più importante ed imitato cineasta giapponese e i suoi film hanno influenzato fortemente generazioni di registi in tutto il mondo. La sua prima pellicola, Sugata Sanshiro, uscì nelle sale nel 1943; il suo ultimo, Madadayo - Il compleanno, postumo, nel 1999. Pochi cineasti hanno avuto una carriera così lunga ed acclamata.




Biografia
Discendente di una nobile famiglia di samurai, ultimogenito di Isamu e Shima, la sua famiglia era composta da tre fratelli e quattro sorelle. Akira non ebbe mai modo di vedere uno dei suoi fratelli, che morì prima della sua nascita, e una delle sue sorelle fu uccisa da una malattia quando lui aveva 10 anni. Nel periodo scolastico, iniziò ad interessarsi al disegno, alla pittura e al teatro, ma divenne anche un esperto di kendo ed un appassionato di golf. Fu per merito del fratello Heigo, esperto ed appassionato di cinema, che Akira inizierà ad avvicinarsi a quello che sarebbe stato il suo campo. Il fratello, suicidatosi poi nel 1930, fece nascere in lui la passione per la letteratura e in particolar modo per William Shakespeare.

Nel frattempo, Kurosawa intraprende l'attività di 'benshi', commentatore di film musicali, che gli permette di conoscere le produzioni dei registi dell'epoca. Nel 1936, viene assunto da una casa di produzione cinematografica come sceneggiatore e assistente regista. Dopo un periodo di collaborazione con Kajiro Yamamoto, intraprese una ...

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Akira kurosawa----film----
Comments: 0 | Views: 100Last Post by: "Ryuk" (2/5/2009, 23:56)
 

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view post Posted on 2/5/2009, 21:28 by: "Ryuk"Quote
Kendo
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Il Kendō (剣道) è un'arte marziale giapponese, evolutasi come versione sportiva delle tecniche di combattimento con la katana anticamente utilizzate dai samurai nel kenjutsu. Kendō significa letteralmente "La via (dō) della spada (ken)".

BokkenSi pratica indossando un'armatura (bogu) costituita da men (a copertura di testa, viso, spalle, gola), dō (corpetto rigido), tare (intorno ai fianchi), kote (guanti rigidi), tenogui (fazzoletto che viene legato alla testa prima di indossare il men). La classica sciabola (katana) è stata sostituita dal bokutō (detto anche bokken), usato solo per una serie di dieci esercizi, i kata, che racchiudono l'essenza del kendō, e dallo shinai, una spada costituita da quattro listelli di bambù uniti dal manico di pelle (tsuka), che è usata per il combattimento vero e proprio (jigeiko).

In un combattimento, è lecito colpire a men, kote, dō o tsuki (gola), e la vittoria è data al primo che realizza due colpi convalidati dagli arbitri. Complessi sono gli influssi religiosi e le tradizioni giapponesi nella pratica e nella gestualità: il kendō non è visto come una tecnica di combattimento, ma come un percorso di crescita personale; in questo senso, si dice che il kendōka (colui che pratica il kendō) deve essere grato al compagno che lo colpisce perché gli mostra i suoi punti deboli, e deve colpire con spirito di generosità.

La pratica si svolge all'interno di un dōjō, un'ampia stanza con pavimento ricoperto di parquet; solitamente si inizia e finisce sempre con il triplice saluto (al dōjō, ai compagni e al maestro), c'è un breve riscaldamento che coinvolge tutte le catene muscolari e poi si passa allo studio delle tecniche vere e proprie per poi, alla fine, passare alla pratica del jigeiko.

Vi sono gare di kendō, dirette da tre arbitri che assegnano i colpi secondo la filosofia del ki-ken-tai-icchi (気剣体一致): spirito, spada e corpo devono essere nel colpo un tutt'uno armonico affinché questo possa essere considerato valido. Allo scopo di valutare la presenza del ki, dello spirito, nel colpo, è stata introdotta la regola che impone a chi colpisce il kiai, un grido di concentrazione, al momento del colpo.

Vi sono campionati italiani, europei, mondiali, ma non è sport olimpico, poiché la federazione giapponese non ha ancora preso decisioni in tal senso, anche se ci sono alcune federazioni che spingono perché il kendo diventi sport olimpico. Il kendō, insieme allo iaidō ed al jōdō afferisce alla Zen Nippon Kendō Renmei (全日本剣道連盟), associazione giapponese che ne promuove lo sviluppo a livello mondiale.





Storia
Kendo, "Il cammino della spada", esprime l'essenz...

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Sport del Samurai
Comments: 0 | Views: 974Last Post by: "Ryuk" (2/5/2009, 21:28)
 

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view post Posted on 2/5/2009, 10:37 by: "Ryuk"Quote
Samurai
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Il samurai (侍) era un militare del Giappone feudale, appartenente ad una classe nobile. Il nome deriva sicuramente da un verbo, saburau, che significa servire o tenersi a lato e letteralmente significa colui che serve. Un termine più appropriato sarebbe bushi (武士, letteralmente: guerriero), che risale al periodo Edo. Attualmente il termine viene usato per indicare proprio la nobiltà guerriera (non, ad esempio, gli ashigaru o i fanti). I samurai che non servivano un daimyō perché era morto o perché ne avevano perso il favore, erano chiamati rōnin.
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I samurai costituivano una casta colta, che oltre alle arti marziali, direttamente connesse con la loro professione, praticava arti zen come il cha no yu o lo shodō. Col tempo, durante l'era Tokugawa persero gradualmente la loro funzione militare. Verso la fine dell'era Tokugawa, i samurai erano essenzialmente burocrati dello shōgun, e la loro spada veniva usata soltanto per scopi cerimoniali.
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Con il Rinnovamento Meiji (tardo XIX secolo) la classe dei samurai fu abolita in favore di un esercito nazionale in stile occidentale. Ciò nonostante, il bushidō, rigido codice d'onore dei samurai, è sopravvissuto ed è ancora, nella società giapponese odierna, un nucleo di principi morali e di comportamento che parallelamente, nelle società occidentali, è costituito da principi etici di derivazione religiosa.
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Etimologia
La parola samurai ha avuto origine nel periodo giapponese Heian, quando era pronunciata saburai, e significava "servo" o "accompagnatore". Fu soltanto nell'epoca moderna, intorno al periodo Azuchi-Momoyama e al periodo Edo del tardo XVI e XVII secolo che la parola saburai mutò in samurai. Per allora, il significato si era già modificato da tempo.

Durante l'era di più grande potere dei samurai, anche il termine yumitori (arciere) veniva usato come titolo onorario per un guerriero, anche quando l'arte della spada divenne la più importante. Gli arcieri giapponesi (vedi arte del kyūjutsu) sono ancora fortemente associati con il dio della guerra Hachiman.

Questi sono alcuni termini usati come sinonimo di samurai.

Buke - un appartenente ad una famiglia militare. un suo membro;
Mononofu- termine arcaico per "guerriero";
Musha - abbreviazione di Bugeisha, letteralmente "uomo delle arti marziali";
Shi - pronuncia sinogiapponese del carattere che comunemente si legge samurai
Tsuwamono - termine arcaico per "soldato", fatto c...

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descrizione samurai
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